Dibattito
sui "tagli" alla Sanità
Nella seduta del 16 gennaio, il Consiglio regionale
del Piemonte ha approvato un ordine del giorno (primo firmatario Valerio
Cattaneo, FI) con il quale si conferma la fiducia all’assessore alla
Sanità Antonio D’Ambrosio e si approva la delibera di contenimento
e razionalizzazione della spesa sanitaria. Il provvedimento ha riportato
29 voti favorevoli e 14 contrari.
Non è invece stato approvato
l’ordine del giorno (primo firmatario Pietro Marcenaro, DS), che chiedeva
il ritiro della delibera stessa e le immediate dimissioni dell’assessore
D’Ambrosio. La votazione ha fatto segnare 13 sì contro 31 no
e 3 non partecipanti.
Secondo le forze di opposizione,
le dimissioni sarebbero state opportune in quanto "la delibera
di Giunta, per affrontare il deficit in sanità, costituisce la
presa d’atto che il disavanzo è frutto di manifesta incapacità".
A parere dei partiti di maggioranza, al contrario, "si tratta di
una manovra opportuna, per la quale sollecitiamo D’Ambrosio a proseguire,
con particolare riguardo alla salvaguardia dei servizi a favore dei
cittadini".
I termini della delibera erano già
noti. L’assessore, sollecitato dall’Aula, li ha così sintetizzati:
creazione di un’Agenzia regionale, derivante dall’aggregazione consortile
fra Asl, con il compito di amministrare tutto il patrimonio disponibile
e indisponibile; razionalizzazione dei procedimenti di acquisizione
di beni e servizi; impulso per la prescrizione di "farmaci generici"
(cioè senza etichetta) il cui costo, si calcola, è mediamente
inferiore del 25 per cento rispetto a quelli marchiati; definizione
dei budget per i distretti sanitari da parte delle Aziende.
Dal punto di vista delle cifre,
le economie previste sul bilancio 2001 ammontano a 759 miliardi, circa
l’8 per cento del totale.
Il primo intervento, dopo l’esposizione
della delibera, è stato quello di Angelino Riggio (DS) secondo
il quale "da un certo punto di vista, questa è un’operazione
verità. Perché a proporla è stato il presidente
Ghigo, che ha assunto il ruolo di commissario nei confronti dell’assessore.
Non condividiamo per il resto la delibera che bada solo al contenimento
dei costi, non alla qualità del servizio offerto". Sempre
per i DS, esprimendo forti dubbi sull’efficacia reale della manovra
prospettata, sono intervenute Giuliana Manica e Marisa Suino.
A parere di Antonio Saitta (Centro
per il Piemonte-Popolari), "è grave che in campagna elettorale
Ghigo si sia fatto paladino della realizzazione di nuovi ospedali e
oggi, con questa delibera, venga a dirci che di fatto sono superflui".
Pino Chiezzi (Comunisti Italiani) ha sottolineato che "lo Stato
non ha mai negato l’insufficienza delle risorse e, infatti, ha sempre
ripianato. Il governo, tuttavia, ha anche sostenuto che nel deficit
del Piemonte incidono gli errori di gestione".
Agostino Ghiglia (AN) ha ricordato:
"Il centrosinistra al governo nazionale, è quello che spende
meno in Europa per la Sanità. Purtroppo spetta poi agli amministratori
locali – e a quelli piemontesi in particolare – integrare per fornire
un servizio sufficiente e adeguato. Per questo ribadiamo che la manovra
prospettata è ottima". Per il gruppo di Alleanza Nazionale
è intervenuto anche Marco Botta.
Rocco Papandrea ritiene la delibera
"un provvedimento che rischia di aggravare la situazione. Se il
governo trasferisce pochi soldi, bisogna intervenire anche in quella
direzione, ma non tagliando i servizi ai cittadini".
Il capogruppo della Lega Nord, Matteo
Brigandì, ha sottolineato che "i politici non possono occuparsi
solo dei numeri. È importante sapere come s’intende operare per
conoscere come l’uomo si rapporta rispetto al servizio fornito. Quanto
ai premi ai direttori generali, questi possono essere attribuiti solo
se non hanno creato disavanzi".
Enrico Moriconi ha spiegato che
la Toscana ha chiuso il 2000 in pareggio e alcuni ospedali sono stati
eliminati soltanto per razionalizzare: "È diversa la situazione
in Piemonte: chiediamo le dimissioni dell’assessore, non è giusto
che paghino sempre i sottoposti e mai chi comanda".
Costantino Giordano (Democratici)
ha parlato del rischio di annullamento dell’assistenza, "come succede
all’ospedale di Venaria, mentre restano in attività dei settori
dei quali non si capisce l’utilità". Mentre Domenico Mercurio
(Per il Piemonte) ha elogiato l’operato dell’assessore D’Ambrosio: "La
cultura del ripiano non può andare avanti. Ci sono gli sprechi
e sono tanti, ma ci sono anche momenti seri di programmazione e gestione".
Giovanni Caracciolo (Sdi) ha sottolineato che "addossare tutte
le colpe ai direttori generali non è del tutto corretto. Il meccanismo
che produce sprechi è diverso. La macchina sanitaria è
guidata dal potere amministrativo e politico, non dai tecnici. La filosofia
politica è sbagliata. I tagli operati possono essere meno dolorosi
se si cambia la filosofia attuale".
Per Forza Italia è intervenuto
Luca Pedrale e il capogruppo,Valerio Cattaneo, ha così riassunto
le posizioni della maggioranza: "D’Ambrosio ha navigato bene. Nessuno
può avere dubbi sull’importanza della Sanità e sull’impegno
di risorse: la salute non è di destra o di sinistra e va garantita
sempre al meglio. Le opposizioni ci hanno sempre chiesto di fare qualcosa,
di prendere un provvedimento. Bene, a questo punto il provvedimento
c’è, un atto di governo molto importante, significativo ed efficace
e i mesi prossimi ci diranno se funzionerà. Un atto leale e coraggioso,
fatto quattro mesi prima delle elezioni".